Trattamento termico dell’uva

Che cos’è un trattamento termico dell’uva?

L’obiettivo originale della termovinificazione era di gestire rapidamente grandi quantità riscaldando le uve e procedendo poi con una vinificazione in fase liquida.

Il vantaggio era che i polifenoli venivano estratti, gli enzimi di alterazione denaturati e gli odori vegetali dell’uva eliminati.

Più recentemente, e a seconda del paese, la termovinificazione permette di raggiungere obiettivi di prodotto precisi (colore, fruttato, volume) e sono disponibili numerose varianti. Inoltre, in alcune zone vinicole, la termovinificazione viene utilizzata per aumentare i precursori aromatici nei vini bianchi.

Quali tecniche enologiche esistono?

Esistono diverse tecniche:

  • Termovinificazione
  • Macerazione a caldo seguita da pressatura diretta
  • Macerazione prefermentativa a caldo con macerazione fermentativa
  • Flash-détente con o senza macerazione successiva

I vini ottenuti da queste diverse tecniche permettono ai produttori di ottenere vini differenti in termini di aromi, colore e struttura, migliorando anche lo stato sanitario dei mosti.

Perché la chiarifica del succo è importante e come procedere al meglio?

I trattamenti termici producono succhi caldi con un alto contenuto di solidi e una torbidità intorno ai 3.000 NTU.

Il riscaldamento delle uve determina un’elevata solubilizzazione dei polisaccaridi pectinici. Prima della fermentazione alcolica, i mosti devono essere chiarificati quando sono caldi o tiepidi per ottenere una viscosità più bassa. Questa estesa solubilizzazione è resa più problematica dall’inattivazione delle pectinasi endogene dell’uva attraverso il riscaldamento. Di conseguenza, l’uso di enzimi pectolitici è essenziale, ancor più perché la termovinificazione è un processo continuo con importanti vincoli di tempo.

Le tecniche includono enzimi pectolitici e sistemi di chiarificazione come flottazione, filtrazione sotto vuoto o centrifuga.

La depetinizazione del mosto è necessaria affinché le operazioni enologiche successive, come sgrondo, pressatura, flottazione o filtrazione, siano efficaci. Grazie alla maggiore attività enzimatica ad alte temperature, la depetinizazione avviene rapidamente.

Rapidase® Thermoflash, quando introdotto all’inizio della macerazione, prima o dopo la fase di riscaldamento, è un’opzione efficace. Si tratta di una pectinasi liquida e termostabile, attiva in presenza di elevate quantità di polifenoli.

Con un intervallo ottimale di attività compreso tra 55 °C e 70 °C, Rapidase Thermoflash può essere aggiunto all’uva prima del riscaldamento oppure aggiunto al mosto subito dopo, a seconda della temperatura raggiunta durante il processo termico. L’uso di Rapidase Thermoflash garantisce una depetinizazione rapida e affidabile dei mosti trattati termicamente, assicurando l’efficacia delle fasi successive come sgrondo, pressatura e chiarifica, indipendentemente dalla tecnica utilizzata (decantazione, flottazione, filtrazione, centrifugazione, ecc.).

Confronto tra enzimi nella depectinizzazione del succo dopo termovinificazione. Risultati di un test sulle pectine su uve Grenache in Linguadoca, Francia.

Scopri la gamma RAPIDASE

OENOBRANDS-Rapidase-banner

E voi, cosa ne pensate?

Grazie a un team altamente qualificato di esperti in numerosi settori, Oenobrands si impegna a offrire ai produttori di vino soluzioni innovative e scientificamente valide, nonché a mettere in risalto le sinergie positive tra i suoi prodotti.

Cerca la tua soluzione o il tuo prodotto

Raccontaci le tue difficoltà e ti risponderemo

© 2026 - Oenobrands - Advanced winemaking solutions - Legal notice & Privacy policy